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fondazione de ferrari |
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i nostri archivi sono aperti il lunedì e il giovedì dalle 08
alle |
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Tel: 010587682 | fondazione@deferrari.it |
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Materiali d’archivio 1 - "il
delatore" Bernardino Zapponi (1927-2000) è ricordato principalmente per
la sua attività di sceneggiatore cinematografico, in special modo per le
collaborazioni con Fellini a partire da Toby Dammit, suggestivo
episodio dell'orrifico Tre passi nel delirio (1967). Si tratta in
verità di un'occupazione relativamente tardiva, anche se si è giovata del
contributo ai lavori di Ettore Scola, Dino Risi, Dario Argento, Vittorio
Caprioli, Mario Bolognini, Sergio Corbucci, Luciano Salce, Mario Monicelli,
Steno e altri. Precedentemente aveva lavorato per la radio e la televisione.
Ciò nondimeno la sua grande passione era quella per la letteratura, ma anche
qui si fece conoscere tardi al grande pubblico - che tanto grande a dire il
vero non è mai stato - pubblicando con Longanesi, nello stesso 1967 di Toby
Dammit, la raccolta Gobal dei suoi racconti. Altre sue passioni -
e qui va ricordata la collaborazione al "Marc'Aurelio" -
erano quelle per il disegno satirico, i fumetti, le vignette macabre, il
bizzarro, il surrealismo. Queste sue inclinazioni le concretizzò al meglio
fondando la rivista "il Delatore" della quale uscirono due
serie. La prima (che aveva l'immagine di copertina incollata) uscì fra il
1958 e il 1960 con numeri dedicati al Sadismo, al Cattivo gusto in Italia, ai
Ragazzi ("ho fiducia nei Teddy Boys” scriveva Mino Maccari) e alla
Commedia dell'arte. La seconda (1964-1965) propose numeri dedicati alla
Follia, al Gergo della malavita, al Silenzio, alla Morte, ai Travestiti. Alla
prima serie - le cui monografie erano costituite in gran parte da citazioni -
collaborarono soprattutto Leonardo Sinisgalli e Mino Maccari (ma riportò fra
l'altro anche due dichiarazioni di Indro Montanelli). Nella seconda spiccano
i nomi di Giancarlo Marmori, Milena Milani, Marcello Marchesi, Bruno Munari e
ancora Sinisgalli, ma non mancano varie incursioni come quelle poetiche del
pittore "surrealista" torinese Enrico Colombotto Rosso e quelle
narrative dell'altrettanto "surrealista" Marcello Barlocco,
genovese. La rivista comunque si fa apprezzare innanzitutto per il gusto
surrealmente antichizzante che vi impresse Zapponi, sottolineato dalle
vecchie stampe e dalla scelta dei vignettisti, due dei quali - fra le prime
volte che erano presentati in Italia - si chiamavano Siné e Topor. A cura di Carlo Romano |
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La Fondazione De Ferrari è un soggetto no
profit nato nel 2001 per iniziativa dell’editore Gianfranco De Ferrari e
della moglie Maria Grazia. Essa
si preoccupa di raccogliere e custodire fondi culturali e di metterli a
disposizione degli studiosi e di tutti gli interessati, organizzando nel
contempo una coerente attività pubblica. Conta, fra l’altro, su un ampio
locale adibito a postazione di lettura, a sala di conferenze e a contenitore
di mostre ma si adopera altresì nell’organizzazione di eventi in sedi diverse
dalla propria. |
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via D'Annunzio 2/3,
Genova tel. 010587682 cell. 3409651332 al sito dell’Accademia: |
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Libri Nino Palumbo: IL GIORNALE. De Ferrari
2013 Nino Palumbo (Trani 1921 -
Genova 1983) è stato personaggio assai importante nell'ambiente letterario
italiano del secondo Novecento: autore di alcuni tra i primi romanzi
sull'alienazione nella società consumistica e sulla pratica vacanziera,
Palumbo ha anche fondato nel 1960 la rivista "Prove" (sulla quale
Sciascia pubblicò i primi capitoli del "Giorno della civetta") e
poco più tardi il premio letterario "Città di Rapallo" per inediti.
Il giornale apparve nel 1958 presso
Mondadori. Si veda Nino Palumbo vent'anni dopo, a cura di Francesco De Nicola
e P.A. Zannoni (Marsilio, 2004). Cenni su Palumbo si leggono anche in Michel
David, L'immaginario della biblioteca, a cura di Tonino Tornitore (Aracne,
2012). Alberto Ghibellini: AL DI LÀ DELLA POLITICA.
Filosofia e retorica
in Leo Strauss. Genova University Press – De Ferrari, 2012 Il libro si concentra su
alcuni dei temi più intricatri e discussi del pensiero di leo Strauss:
izsegnamento esoterico e essoterico, vita filosofica e sfera
teologico-politica, ragione e rivelazione, retorica e mediazione fra
filosofia e città. |
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Fabio Masssimo
Nicosia: IL DITTATORE
LIBERTARIO “La nostra ipotesi di lavoro è che
la diseguaglianza nella distribuzione, originaria e non, dei titoli di
proprietà può inverarsi solo in presenza di un’istituzione come il monopolio
statuale della forza” Una prima edizione
di questo studio di Fabio Massimo Nicosia fu pubblicata nelle edizioni
Giappichelli nel 2011. La presente edizione è stata completamente riveduta. Fondazione De
Ferrari, Genova 2013, Pag. 436 (Clicca
sull’immagine per scaricarlo) |
“fogli di via” n.10-11 marzo-luglio 2013 la redazione
FdF – GG – CR |
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